CHIUSO PER FERIE
SI TORNA A VOTARE
La grave crisi all’interno della maggioranza comunale a Castel Goffredo non si è ricomposta, dopo che la giunta, compatta, aveva sfiduciato il proprio Sindaco, Anna Maria Cremonesi. Le mediazioni dall’alto sono fallite e l’ultima riunione del Consiglio Comunale di fine novembre ha posto la parola fine. Chiuso. Il Consiglio Comunale è stato sciolto, è già arrivato il Commissario prefettizio e in primavera si torna a votare. La sequenza dei fatti è questa: dopo il licenziamento di due assessori, sale la tensione in giunta, soprattutto con il Vice-Sindaco Roberto Lamagni, cui il Sindaco ritira le deleghe; in precedenza la Cremonesi non si era presentata a un incontro tra segretari di partito, assessori e consiglieri della maggioranza. Segue il tam-tam di dichiarazioni e un episodio sgradevolmente bizzarro: Lamagni si reca in Comune e non riesce ad aprire il suo ufficio perché la serratura è stata cambiata (strano: si solito è lui ad utilizzare edifici pubblici come fossero casa sua); quando riesce ad entrare, si accorge che mancano anche alcuni oggetti. Il pomo della discordia dovrebbe essere stato il programma elettorale, che il Sindaco avrebbe dirottato personalmente sulle proprie coordinate senza mantenere gli impegni presi con i cittadini, secondo gli altri consiglieri. I partiti provinciali cercano di tenere unita la maggioranza: per sfiduciare il Sindaco nel successivo Consiglio comunale servono 9 voti, quota che sembra facilmente raggiungibile, visto che già in 9 consiglieri hanno formalizzato l’appoggio alla mozione di sfiducia (Scutteri, Rocca, Lucini e Boldi per AN; Falchetti e Uggeri per FI; Lamagni, Merlo e Bottoli per la Lega). Lamagni ha però già dichiarato che non è disposto a fare passi indietro nemmeno se gli venissero fatte pressioni dall’alto. In ogni caso, al di là del modus operandi (che non è mai stato molto “civile”), non si può certo dire che l’amministrazione abbia lavorato male – agli occhi di un cittadino (un cittadino castellano); la maggior parte dei lavori promessi sono iniziati, il nuovo Palazzetto dello Sport è ormai pronto e la Cittadella della Sanità è già operativa (va però ricordato che molti di questi progetti erano in programma già da anni, avviati dalle precedenti amministrazioni). Ci sarebbe semmai da discutere sul modo di utilizzo delle varie infrastrutture pubbliche e sull’altra faccia della politica amministrativa, cioè quella che non riguarda viabilità e lottizzazioni. L’attuale amministrazione era stata eletta con ben il 63% dei consensi; con le nuove elezioni, dovrebbe partire quindi con un discreto vantaggio sul centrosinistra, pur calcolando la fuoriuscita dalla CDL dell’UDC, di cui la Cremonesi fa parte. C’è da scommettere, però, che il centrosinistra userà a proprio vanto la caduta del Sindaco, ma nonostante ciò andrà a tutto vantaggio del signor Lamagni, uno che se fosse Ministro degli Esteri sarebbe già stato condannato dal Tribunale dell’Aia, vista la sua abitudine a calpestare (fortunatamente solo a parole fino ad ora) la carta dei diritti dell’Uomo e la Costituzione (ricordo le sue posizioni più note: sì alla pena di morte; i bambini portatori di handicap andrebbero soppressi; l’attività principale degli “zingari” è rapire bambini).
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