LE DONNE DEI POETI

di Federico Migliorati

Quante volte abbiamo sentito dire che dietro l’opera di un grande uomo (sia egli un politico, un artista, o un imprenditore) è presente la mano di una grande donna: un’affermazione che è ben difficile da smentire. Chi volesse affrontare il tema ha ora a disposizione un bel libro, pubblicato recentemente dall’editore Zanetto di Montichiari, di cui sono autrici le docenti universitarie Carla Boroni e Milena Moneta. Le donne e i poeti: l’altra ego è il titolo del volume (in realtà si tratta di una ristampa aggiornata e riveduta con l’inserimento di nuovi ed interessanti spunti letterari) ottimamente congegnato, in cui vengono passati in rassegna i rapporti più o meno intensi intrattenuti da 20 esponenti delle belle lettere con le rispettive donne della loro vita (amanti, spose, ma anche madri o semplici ‘creazioni’ della penna inserite nelle opere): da Giacomo Leopardi e Adelaide Antici, a Giovanni Pascoli e l’amata sorella Maria, da Vincenzo Cardarelli e Sibilla Aleramo sino a Alfonso Gatto e Graziana Pentich. “Ci è piaciuto scandagliare nelle biografie di questi e di altri personaggi – affermano le autrici del libro – per capire il ruolo, a noi parso molto significativo, rivestito dall’universo muliebre più di quanto non documentino le note a loro riservate. Esse hanno regalato ai poeti quella tranquillità o quei tormenti spesso indispensabili al fare poesia; a volte addirittura ne hanno condiviso la fatica dello scrivere”. Così scopriamo che l’ultimo anno di vita di Pavese fu forse meno duro di quello che conosciamo poiché intensamente vissuto nel fuoco della passione per l’attrice americana Constance Dowling, e solo l’amore smodato che Carducci nutrì per Annie Vivanti permise al poeta di Valdicastello di sopravvivere ai tanti lutti e problemi di salute. Il volume di Boroni e Moneta si presenta raffinato anche nella scelta delle foto, tutte rigorosamente in bianco e nero, inserite all’interno dello stesso, le quali documentano, in taluni casi anche più delle parole, un momento incancellabile di vita vissuta, un attimo fissato sulla pellicola quasi come una pennellata sulla tela. Ha vinto ancora una volta Zanetto, schivo e riservato editore monteclarense, accumulatore di idee e di saperi poi trasposti nei tanti libri da lui pubblicati, talvolta anche come autore e poeta. A lui, e alle due autrici, va il plauso per questa iniziativa letteraria: ad essi auguriamo il successo che indubbiamente meritano.


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