I CONSIGLIATI DI PEGASO

di Luca Morselli

L’immagine del soldato nudo con un cappuccio nero in testa e dei cavi elettrici attaccati agli arti, l’iracheno Haj Ali, divenuto il simbolo di Abu Ghraib, a cui il consolato italiano ha recentemente negato il visto, diventa il nodo cruciale e punto di partenza per le sue analisi dell’ultimo lavoro di Slavoj Zizek, suddiviso in brevi saggi che sono circolati nell’etere americano fra siti di riviste e blog privati prima di essere raccolti e pubblicati sulla carta stampata. America oggi (e il sottotitolo fondamentale Abu Ghraib e altre oscenità) parla del lato oscuro del potere, il suo osceno, ciò che non può essere visto e fatto all’interno dei paradigmi simbolici e politici costituiti ma che lungi dal rappresentarne la deriva ne sorregge la struttura. Ogni ordine costituito fa del suo lato osceno la propria legittimazione, giustifica l’ordine simbolico e politico che vi sottintende, anche attraverso il “fantasma” che lo eccede e lo minaccia che non si realizza concretamente, non si incarna in un nemico oggettivo, ma esiste “virtualmente” come minaccia astratta continua, come l’oscuro che non conosciamo, come l’eccesso, costitutivo e necessario, di un sistema che in quanto tale lo regola e ne determina i limiti: “Il dominio universale e incondizionato della Legge può essere sostenuto esclusivamente tramite un potere sovrano che si riserva il diritto di proclamare lo stato di eccezione, ovvero, di sospendere il dominio delle leggi in nome della Legge stessa”. L’osceno, il lato oscuro, il rimosso, ciò che va oltre le leggi perché così fonda le leggi è un paradigma politico e culturale che ha dominato la politica del XX secolo: il nazismo denunciava la congiura internazionale ebraica, la Guerra Fredda è stata sorretta per quattro decenni dalla minaccia dell’uso delle testate nucleari e il presidente americano compie azioni di guerra in nome della lotta al terrore. Proviamo a spostare il discorso sulla religione, sulla scia della lezione magistrale di Zizek al Festival della Filosofia di Carpi del 17 settembre nel quale ha trattato diversi temi presenti nel libro: la fede religiosa per essere tale non va dimostrata o spiegata, bisogna credere; se la fede diventa una pratica religiosa il suo compito diventa quello di assolvere compiti, rispettare funzioni e ordini, in nome dell’attacco dell’ateismo e del relativismo dilagante, il suo osceno che in un certo modo la giustifica e la sorregge. Allora, di cosa sta parlando Paparatzinger quando dice “Aderite alla nostra morale indipendentemente dal tema dell’esistenza di Dio”?. Buona lettura.


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