INTERVISTA A GIOVANNI
“GIO” BOTTOGLIA
(L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI)
In questo numero della Civetta ho intervistato Giovanni “Gio” Bottoglia, chitarrista de L’invasione degli omini verdi, fonico e proprietario dello studio di registrazione Living rhum di Castel Goffredo (MN) .
Sei parte integrante de L’invasione degli omini verdi ci racconti la tua esperienza col gruppo?
Dunque, il gruppo nasce nel lontano 1999, dopo vari cambi di elementi si arriva ad una formazione stabile composta da Mauri, Ale, Peco e Patrik. La band incide nel 2001 Veniamo in pace, disco che riscontra molto successo e che continua ad essere richiesto anche oggi, tanto che andremo a ristamparlo questa primavera. Il Peco ne frattempo ha dato inizio ad un progetto con Carlo e Giancarlo: Officinalchemike. Durante il tour di Veniamo in pace capisce che il nuovo gruppo è più in linea con i suoi gusti musicali e lascia la band in totale amicizia; qui subentro io, divento chitarrista del gruppo nell’estate 2002, continuando il tour del disco. Dopo una pausa compositiva il gruppo incide nel 2003 il secondo full lenght: Non è un gioco; anche questo disco va molto bene e porta la band sui palchi di tutta Italia, toccando anche Croazia e Svizzera. Dopo un anno di tour la band si ferma e prepara il terzo disco: Contro, uscito nei negozi nel febbraio 2005. Questo è sicuramente il disco più maturo e potente della band. il tour del disco sta finendo proprio in questi giorni.
Per quanto riguarda l’ultimo disco, oltre al ruolo di musicista hai curato anche la produzione artistica, se non sbaglio…
Non esattamente, per il nostro disco ho fatto la produzione musicale (incisione del disco), la produzione artistica è stata fatta da tutti i membri della band. Questa è stata la mia prima registrazione professionale, ho acquistato nuova strumentazione e abbiamo iniziato il lavoro a metà luglio 2004: si è iniziato con la batteria, poi basso, chitarre e infine voci e cori, in ogni fase della registrazione abbiamo cercato di ottenere il massimo della potenza e della personalità, cose che volevamo diventassero l’aspetto caratterizzante del disco. In tutto siamo stati in studio circa un mese, abbiamo curato ogni aspetto della registrazione, ci siamo davvero impegnati tutti alla grande per ottenere il massimo, ovviamente non sono mancati i momenti di relax serali post registrazione, anzi, sono serviti moltissimo per la buona riuscita del disco.
Sei molto attivo (e conosciuto in zona) per il tuo lavoro di fonico producer. Come hai iniziato e qual è il tuo metodo di lavoro?
Tutto è iniziato quasi per scherzo, un mixer, un microfono e un computer… Un giorno ho provato a registrare un pezzo in sala prove e ho capito subito che quel lavoro mi appassionava tantissimo. Ho continuato ad imparare il lavoro da autodidatta, con l’ausilio di vari libri e la consultazione di siti web specifici. Dopo un anno ho iniziato a registrare i primi gruppi e, nonostante la strumentazione non fosse professionale, sentivo che comunque il suono usciva bene, questo mi ha sempre spinto a continuare e a migliorare le mie doti di fonico. Il mio metodo di lavoro è abbastanza standard, anche se spesso faccio tentativi per ottenere sonorità nuove o particolari. In generale cerco sempre di far suonare un disco così come lo ha suonato una band… per fare un esempio: non ha senso cercare di ottenere una batteria potentissima su un disco con sonorità jazz o viceversa, in ogni disco che registro devo riuscire a sentire che a suonarla sono stati quei musicisti, devo ricreare il loro sound, per un fonico credo che questa sia la cosa più importante.
Ci racconti, in breve, le tappe principali della tua carriera di produttore e quali reputi siano i tuoi lavori migliori?
Chiamarmi produttore è un po’ esagerato, mi limito a dare consigli artistici su alcune parti; come detto in precedenza ho iniziato a cimentarmi in questo lavoro quasi per scherzo, poi, registrando i primi gruppi, la passione ha preso il sopravvento e sono arrivato a costruirmi il mio primo studio: il Living rhum. Sicuramente il disco più importante è stato proprio quello degli Omini, perché, prima di tutto, vi assicuro che suonare e registrare allo stesso tempo è davvero una cosa bellissima, e poi perché era il primo disco che registravo professionalmente, con la strumentazione adeguata. Tra i lavori migliori, oltre al disco degli Omini, metto sicuramente il disco dei Pig tails, uscito per Indiebox, l’etichetta di Mauri, il mio batterista e di Debora, la sua ragazza. Con questa etichetta ovviamente faccio molte collaborazioni, il Living rhum è lo studio al quale questa si appoggia, anche i futuri dischi degli Omini saranno frutto di questa collaborazione. Un altro lavoro che mi ha dato grandi soddisfazioni è il nuovo disco dei Nettezza umana, un disco hardcore pieno di potenza!
Risposta secca e difficile: preferisci il ruolo di musicista o quello di producer?
Bella domanda!!! Il ruolo di musicista è sicuramente quello che preferisco, infatti in origine il mio intento era di registrarmi per migliorare il mio modo di suonare, solo dopo è diventato un lavoro, con questo non dico che non mi piaccia, anzi… lo adoro. Sicuramente, però, sarò sempre prima chitarrista e poi fonico.
Finale da classico breviario del cialtrone (non ci facciamo mancare niente, come sai): raccontaci i tuoi progetti futuri…
Per quanto riguarda i progetti futuri con Indiebox abbiamo in cantiere il nuovo disco delle Cattive abitudini, che registreremo a metà aprile, fuori dalla collaborazione Indiebox, invece, sto registrando proprio in questi giorni i Blake di Carpendolo, il tutto sta venendo molto bene, poi registrerò un pezzo per gli Anomia, gruppo di Mantova e ci sono tanti altri gruppi che devono darmi la conferma per i prossimi mesi. Bene, non mi resta altro da dirvi se non di passare nel mio studio a salutarmi… o a registrare un disco!
Commenti »
Ancora nessun commento
feed RSS per i commenti a questo articolo.
Lascia un commento
Attenzione: i commenti compariranno sul sito previa approvazione del moderatore
Righe e paragrafi vanno a capo automaticamente, l’indirizzo e-mail non viene mostrato, HTML è permesso: <a href="" title="" rel=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>