SPETTACOLO DI DANZA DELLA SCUOLA IL CIGNO

di Luca Cremonesi

Sabato 10 giugno presso il Teatro Sociale di Castiglione delle Stiviere si è svolto il saggio di fine anno della scuola di danza Il Cigno dell’insegnante Daniela Ceschina: teatro gremito e serata particolarmente interessante e non solo per amici e amiche che ho visto, dopo tanto tempo, danzare. Le note positive sono molte e mi preme cercare di raccontarvele tutte. Mi hanno colpito i più piccoli, bambini e bambine, dei corsi di avvio alla danza: bravi e volenterosi, ma soprattutto attenti e carichi di spirito di gruppo, questo mi fa ben sperare, e non solo per la danza; ottime le ragazzine del corso propedeutico che hanno danzato sulle musiche di una coinvolgente tarantella, con coreografia di Daniela Ceschina. Altrettanto trascinanti le coreografie di Francesca Borsadoli – che da anni conosco di nome e di vista, ma non avevo mai associato le due cose alla stessa persona – del corso avanzato di Hip Hop. Meritano una menzione le altre coreografie curate da Alessandro Zacchè, Alice Franzin e Maristella Mutti e i mix musicali curati da Maurizio Bruno. Un discorso a parte riguarda i solisti, e non per elogiare esclusivamente i maestri, ma solo perché hanno svolto un ottimo lavoro per una serata impegnativa e molto calda, quindi abbastanza faticosa per qualsiasi professionista. Sulle note di Senza parole di Vasco Rossi abbiamo assistito alla performance di Daniela Ceschina e Maurizio Bruno, ottima per costumi, intensità e interpretazione. Maurizio e Daniela hanno dato corpo – nel vero senso della parola – a una delle canzoni più realistiche di Vasco, ma ne hanno anche riletto e ricreato l’anima dell’esecuzione originale del brano. I colpi graffiati della chitarra sono stati riproposti negli sguardi e nei tocchi che Daniela e Maurizio hanno messo in scena: splendida, come sempre, Daniela, e non solo come artista. Coinvolgente al limite dell’erotismo consentito a una serata di fine corso l’Electronic Tango (coreografia di Daniela Ceschina) eseguito dai solisti Luca Morelli (bravissimo) Maristella Mutti e Stefania Berettera (splendide). L’eros è sempre una tensione; per Platone è figlio dell’espediente e della povertà, quindi costantemente alla ricerca perché sempre privo di qualcosa. Per altri l’amore è la ricerca di qualcosa che desideriamo ma di cui, in realtà, non sentiamo la mancanza. Per i nostri solisti, e per l’interessante coreografia di Daniela, è un mix di queste due definizioni e cioè un’intensità fra tre corpi che si inseguono, si toccano e fuggono via. Stefania e Maristella sono perfette nella parte, belle e creativamente sensuali nella giusta dose per un tango rivisitato in chiave elettronica. Appassionanti i movimenti di Luca Morelli che – come Maurizio Bruno – riempie la scena ogni volta che è coinvolto nelle trame delle varie coreografie. L’unica nota dolente – ma si sa, la perfezione non è di questo mondo – il presentatore e la presentatrice della serata: spesso fuori luogo, hanno cercato di ridurre la serata a una festa nazional-popolare di bassa lega. Ci hanno pensato i ragazzi e le ragazze de Il Cigno a evitare il tranello e il trabocchetto, regalandoci così un’ottima serata.


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